una goccia non è mai sola

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giovedì 9 ottobre 2014

perchè mi devo svegliare?

Esiste una letteratura vastissima sulle difficoltà di gestione dell'insonnia dei bambini, sulla regolarizzazione tra giorno e notte, sull'equilibrio veglia-sonno.
In realtà un dubbio mi sovviene: non è che stiamo rendendo patologico una evoluzione neurologica normale e vogliamo far maturare i ritmi del sonno in base alle nostre esigenze?
Per esempio i nostri bambini che si devono per forza svegliare quando abbiamo il turno di lavoro e invece devono dormire quando siamo stanchi/e....
Le nostre 'forzature' hanno conseguenze sulla vita dei nostri figli, modificano il bioritmo e danno presto i loro risultati in ansia, nervosismi e mancanza di attenzione.
Che fare? Non esistono ricette, non si possono avere babysitter o evitare il lavoro, ma non ci sono neanche leggi dello Stato flessibili, individualizzabili ad personam...insomma la nuda e cruda realtà: questo è e questo ci prendiamo.
In effetti, a pensarci bene  un modo c'è e riguarda sempre noi adulti e la nostra organizzazione , (ma possibile che tutto dipende da noi? si), l'unico modo per fare in modo di non trovarsi a urlare e dare di matto e trovasri dentro la macchina davanti all'asilo in preda ad una crisi respiratoria è quello di organizzarsi ecco qualche suggerimento per trasmettere calma e prolungare di mezz'ora il sonno dei bambini che ne hanno bisogno :
  • fare la doccia la sera
  • preparare gli abiti che indosseranno la sera insieme ai bambini
  • zaini e zainetti delle attività la sera
  • preparare la merenda e la colazione prima che i bambini si svegliano
  • prima di svegliare i bambini aprire le persiane e ripassare 5 minuti dopo toccando i bambini senza parlare
  • chiamarli per nome e con un tono di voce adeguato
  • aiutarli nelle sequenze lavarsi, vestirsi, mangiare
  • sedersi con loro a fare colazione
  • non accendere tv, telefoni o tablet
  • uscire con calma
Insomma sembrerebbe da superman e superwoman eppure sono gli stessi gesti che compiamo ogni giorno, con un ritmo e una sequenza diversa.

La deduzione è che chi fa il genitore si deve svegliare un po' prima della camerata e anche andare a dormire dopo, per non stressarsi e dare la serenità che poi si desidera vedere nei propri figli. Se al tutto si vuole aggiungere la sbirciatina ad internet o al telegiornale, può farlo, basta anticipare ulteriormente la sveglia. Il consiglio è di non far passare il messaggio che i figli siano interferenze

venerdì 23 maggio 2014

In-visibile: felice a tutti i costi?

In-visibile: felice a tutti i costi?: Mi è capitato di avere amici in difficoltà, in ansia, spaventati. E' capitato anche a me di sentirmi così. Ho voglia di raccontare un&#...

felice a tutti i costi?

Mi è capitato di avere amici in difficoltà, in ansia, spaventati. E' capitato anche a me di sentirmi così.
Ho voglia di raccontare un'esperienza a questo proposito perchè da ciò che si legge in giro, per quasi tutti è difficile esprimere un disagio.
L'attuale società ci vuole felici a tutti i costi e spesso noi non lo siamo, così come non abbiamo i fisici perfetti proposti dai modelli odierni e dalle mode. Siamo fragili, siamo bruttini e soffriamo di ansia da prestazione perfino nel fare una frittata.
Mi è cara a questo proposito l'affermazione di Umberto Galimberti "non siamo più capaci di dare un nome ai nostri disagi" , questo comporta il non saper spiegare ciò che si prova, pur avendo fiducia nel nostro interlocutore. Ci riduciamo a dire "sto male", o a non dire nulla e continuare a portarci dietro i nostri momenti difficili che a mano a mano diventano megafardelli.
Che fare ?
Le soluzioni sono molte : si può "evadere" e far finta che tutto sia normale, indossando una delle nostre 'maschere sociali' . Si può andare in depressione e assumere farmaci. Ci si può sentire smarriti e soli.
Le persone che ci vogliono davvero bene non sono tante, a volte meno delle dita di una mano, ma provare 'denudarsi' a condividere fino in fondo può diventare una forma di grande rispetto verso l'altro. Chi ci ama non è felice se sente i nostri disagi e si accorge delle nostre finzioni. Non lo saremmo neanche noi se nostro figlio, marito/moglie,amico/a, ci sorridessero tutto il giorno e voltato l'angolo scoppierebbe in lacrime.
L'amore è anche mostrare le nostre difficoltà.